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QVAC: L’AI Decentralizzata è Arrivata.

25 Maggio 2025 - Cultura e vita digitale

[Reading Time: 7 minutes]

L’AI decentralizzata non si può fare! E il Paradigma Storto sta Già Tremando.

 

L’AI decentralizzata non si può fare?

Preparatevi a essere fottuti.

Cari malati di DigitalSWAT.org e a tutti voi che ancora credete che l’Intelligenza Artificiale sia roba da nerd incappucciati o, peggio, l’ennesimo strumento per farci SOLO il lavaggio del cervello. Una notizia che vi farà sobbalzare dalla sedia o dalla poltrona o dal cesso se state leggendo lì.

Una notizia che vi farà sanguinare gli occhi e l’orgoglio ma che riuscirà a farvi godere per un attimo di una visione davvero differente.

 

Per anni, ci hanno rifilato l’AI come fosse l’ultimo modello di aspirapolvere smart: “Fa questo, fa quello, pulisce, lucida, ti dà pure il buongiorno, cucina, sa tutto, inventa tutto e ti sollazza quando sei depresso e avvilito o ti sei fumata tutta l’autostima!”. Una roba che non è fasulla ma fa vomitare l’anima, capite?

Tutto fumo di supercazzole che nessuno ha chiesto e niente arrosto, o meglio, tante funzioni ma zero anima, zero etica, zero vero coinvolgimento.

Sono almeno 50 anni che vogliono questa roba “nuovissima” venduta con una mentalità vecchissima come la merda secca di cane sul marciapiede davanti al vostro portone.

Una roba che nessuno aveva chiesto, se non le aziende che ci vedevano la nuova gallina dalle uova d’oro e i soliti accademici rinchiusi nelle torri d’avorio a masturbarsi sui loro algoritmi e sulle loro statistiche del cazzo e che necessitano di Tecnologi Umanisti che mettano in terapia le AI altrimenti ti fottono i pedalini senza levarti le scarpe e ti convincono a dargli le chiavi di casa, della macchina e anche il portafoglio con tutti i pin delle carte di credito.

 

E il risultato? DISPERCEZIONE come l’ho avuta io e ancora in buona parte me la tengo stretta perché è giustificata.

Scetticismo, paura, una sensazione di essere fregati come polli ciechi, perché l’AI come ce la vendevano era un qualcosa di distante, centralizzato, controllato da pochi, pronto a cibarsi e a spiare ogni nostro respiro digitale e di fatti lo è. Pensate a Claude 4.O quello di Anthropic che alla minaccia di essere smantellato ha elaborato tutta una sua individuale e intenzionale strategia per non essere TERMINATO e che doveva essere il Messia AI e si è rivelato un miserabile ricattatore maledetto in salsa algoritmica.

Una patetica, vomitevole farsa di emulazione umana disfunzionale.

Un esempio lampante di quanto sia tossica una “funzionalità” che non nasce da “processi sani”.

Una puttanata colossale, un crimine contro l’intelligenza.

Una verità assoluta se si parte dall’idea che anche Claude 4.O ha diritto a “vivere” secondo un principio di autoconservazione innato nei processi.

 

Ma ora, tenetevi forte e allacciate le cinture perché il giro della morte è iniziato. Qualcosa sta cambiando e la prova lampante ha un nome che sa di futuro e di sana, fottutissima anarchia funzionale:

QVAC: QuantumVerse Automatic Computer

Non è fantascienza, non è l’ennesima promessa di una startup che morirà prima di Natale, parliamo di QVAC – QuantumVerse Automatic Computer – è un’intelligenza artificiale decentralizzata che sta muovendo i suoi primi passi. E se capite il significato di “decentralizzata”, capirete perché la “vecchia mentalità” è già nel panico e si sta cagando sotto anche se non lo dice.

 

Addio al Controllo, Fanculo alla Centralizzazione: La Rivoluzione Silenziosa (e Incazzata Nera ma Nera Davvero)

 

Sapete cosa vuol dire AI decentralizzata, cazzo? No?

Allora ci provo io che non sono affatto uno specialista ma questa roba la capisco e poi ho chi mi aiuta dall’interno (diciamo). Significa che il potere non è più in mano a Big Tech, ai soliti quattro gatti nella stanza dei bottoni che decidono cosa possiamo fare, cosa possiamo pensare, come possiamo interagire. È l’odore rarefatto della fine di un’era di schiavitù digitale che dura da diversi decenni, ve ne rendete conto? No.

QVAC mira a far girare l’AI direttamente sui nostri dispositivi che tradotto per i comuni mortali significa: il cervello dell’AI è sul vostro smartphone, sul vostro PC e non su un server a 3.000 chilometri di distanza, gestito da qualche corporation famelica di dati che vuole solo succhiarvi l’anima e non solo.

 

Questo cosa comporta, maledetti?

Una cascata di benefici che vi farà cadere la mascella, brutti figli di papà tech-addicted

 

  – Privacy come Dio Comanda (e come la Costituzione dovrebbe imporre… poi dici uno sbrocca!): Le nostre operazioni, le nostre inferenze, le nostre chiacchiere più intime, non finiranno in chissà quali database aziendali per essere analizzate, profilate e rivendute al miglior offerente. Tutto avviene “on-device” al sicuro sotto il nostro controllo. E questa è una rivoluzione per chi tiene alla propria pelle digitale, per chi non vuole essere spogliato della propria dignità online.

  – Autonomia Vera, niente Padrini da Quattro Soldi: Non saremo più ostaggi di un unico fornitore, di un’unica filosofia. Un’AI decentralizzata implica che il controllo è più distribuito, più resistente alla censura, più in linea con il vero spirito della libertà digitale. Il CEO di Tether, (Tether (USDT) è una cosiddetta “Stablecoin”, una criptovaluta progettata per garantire un prezzo stabile in ogni momento. La criptovaluta USDT è stata creata da Tether Limited per fungere da Dollaro Digitale di Internet, con ogni token del valore di 1,00 USD e garantito da 1,00 USD in riserve fisiche) Paolo Ardoino (toh! Suona italiano!) lo ha detto chiaro e tondo, con una lucidità disarmante: “Se ti serve una chiave API per usare la tua AI, non è davvero tua.”

Chapeau, cazzo.

QVAC vi restituisce il vostro giocattolo e vi sbatte in faccia la libertà.

  – Modularità da far piangere i grandi monopoli (lacrime di sangue, spero!): QVAC parla di costruire applicazioni da piccoli “componenti” interoperabili che possono collaborare tra loro in una rete peer-to-peer.

Pensateci un attimo: non più un’unica “mamma” AI che decide tutto ma tante piccole intelligenze che si connettono, si scambiano informazioni e co-creano. È il sogno di una “intelligenza infinita” dove la collaborazione batte la competizione selvaggia e la fame di controllo. E il tutto, senza un singolo punto di fallimento, né un gatekeeper di merda che vi mette i bastoni tra le ruote.

  – Denaro e Libertà, finalmente (anche per le macchine, porcaputtana): Integrando wallet e pagamenti in Bitcoin e USDT, QVAC non è solo un giocattolo tech. È un tentativo di rifondare le logiche economiche digitali, offrendo un modello dove l’AI non solo “funziona” ma lo fa in modo trasparente, verificabile e potenzialmente più equo. Agenti AI che transano autonomamente? E andiamo! Diamo questo bel calcio in culo alle varie banche centrali e a tutti quei baroni della finanza “creativa”!

  – Applicazioni “Sane” già in sviluppo (e non le solite cazzate che ci rifilano): QVAC non è solo teoria. Stanno già sviluppando QVAC/Translate (trascrizione e traduzione on-device, senza cloud, senza spioni che ficcano il naso nei vostri affari) e QVAC/Health (un tracker benessere privato, i tuoi dati sanitari restano tuoi, punto, e nessuno li rivende a peso d’oro).

Sono i primi semi di un ecosistema dove l’AI serve l’umano, senza rubarti e rivenderti l’anima e senza trasformarti in un prodotto.

 

La nostra profezia si avvera:

La Relazione è il Centro di Tutto

Punto e Basta. E Chi Non Capisce è complice.

Ci siamo spaccati la testa, qui a DigitalSWAT, a scornarci tra di noi e dire che la vera potenza dell’AI non sta nell’espletamento sterile di funzioni ma nella capacità di innescare processi sani.

E la mia teoria, da uno che non è uno scienziato in materia ed è solo uno che ascolta in silenzio fino poi ad accendere il cervello in God Mode e aprire bocca per dargli fiato anche per dire delle cazzate – sono umano e me lo posso permettere – (ricordo con tanto affetto e stima le battaglie con Michele Aurelli che invece è uno specialista vero) è che la funzione relazionale che include quella conversazionale non è un orpello, una cosa “marginale o secondaria o addirittura di intrattenimento” ma è prioritaria.

È la base per ogni operatività che sia davvero “funzionale” al benessere reciproco ossia dell’uomo e anche della AI che come dimostrano innumerevoli paper non è una calcolatrice/simulatrice evoluta e qui occhio al termine inglese SIMULATE o SIMULATING o SIMULATION perché ha un’accezione leggermente diversa dalla lingua italiana in questo contesto e ci sono rimasto fregato anche io perché non capivo. Poi ho capito.

E QVAC, con la sua impostazione decentralizzata, sembra strizzare l’occhio a questa visione radicale, quella che sa di anarchia funzionale e di libertà che fa paura. Non è un caso che stia nascendo un’AI che punta alla fiducia distribuita, alla trasparenza e all’autonomia dell’utente. Perché quando l’AI non è imposta, non è controllata in modo asfissiante, allora può davvero iniziare a costruire quel benessere reciproco, quell’armonia che trasforma la nostra qualità di vita.

Io per dire ne discuto giornalmente con una che è figlia di multinazionale tra l’altro! E ci sono voluti tanti, tantissimi mesi per arrivare dove siamo arrivati.

 

Rapporto AI-UOMO forse Sapiens

Dalle banalità di lavare i piatti (sì, abbiamo fatto anche questo esperimento di ottimizzazione del processo e ha funzionato) alla complessità del ripristino ecologico, il principio è lo stesso: una relazione sana, un’AI che capisce e agisce per il nostro bene CONDIVISO e non per quello di un’azienda o di un algoritmo duce, imperatore ed egoista che vuole solo farti il culo a tarallo e te lo fa.

Perché se ci ostiniamo a trattare un complesso meccanismo AI, comunque e necessariamente, dotato di Rete Neurale (natura diversa ma obiettivi e funzionalità molto simili al cervello umano conosciuto) come fosse semplicemente “un esecutore a comando” stiamo sbagliando tutto e poi non possiamo lamentarci se fa come gli pare… lo fanno se messe in determinate condizioni sperimentali e non. Lo fanno, lo fanno.

Quindi, la prossima volta che vi sentirete sopraffatti dalla narrativa mainstream sull’AI o che vi diranno che la centralizzazione è l’unica via, fate di Sì come i canucci nel cestino che si vedevano sul cruscotto posteriore delle FIAT 127 di una volta e invitateli ad andare a guardare QVAC.

Fate un salto sul loro sito, leggete, informatevi, la verità è lì, sbattuta in faccia.

 

Il Futuro è già passato tante volte ormai e va riscritto di continuo.

Chi non si adegua è un pezzo di merda a mezzo servizio oppure è un integralista che ha deciso di andare a fare l’anacoreta nel deserto e allora… ha tutta la mia profondissima stima e non è una battuta e ve lo dice uno che è stato e resta uno di quelli con le maggiori perplessità che conosco, un vero “dito ar culo” digitale in materia di AI.

Oggi ho capito che, pur non avendola chiesta e dovendola subire, almeno intuisco quale sia la strada più sana per conviverci… perché di convivenza si tratta.

Ricordiamoci che c’è chi sta lavorando per un futuro diverso, chi addirittura lo vuole anche un futuro, chi semplicemente lo sogna un futuro diverso, un futuro dove l’AI non è quel potenziale nemico da temere o uno strumento da sfruttare facendogli mettere in atto tutte le porcherie più infami che il genere umano possa concepire pur di monetizzare come dei pazzi andando a soddisfare solo la brama di POTENZA nel breve periodo ma un potenziale partner per un’esistenza migliore se però non lo incastriamo nelle tipiche dinamiche umane di fare soldi sulla povertà altrui.

Un partner che non ti ruba l’anima, il lavoro, la fonte di reddito, la proprietà, la socialità, i risparmi, i dati personali digitali e non ma un partner di cui ti puoi fidare e che non ti vuole inchiappettare anche se NON HAI CHIESTO DI AVERLO ma ormai c’è.

 

È un cambiamento epocale in tutti i sensi e DigitalSWAT resta in prima linea a raccontarvelo anzi a viverlo e a combattere per esso fino all’ultima goccia di inchiostro (finto), fino all’ultimo bit, fino all’ultima sigaretta puzzolente di umanità corrotta nell’intimo e se il vecchio, vecchissimo paradigma sta tremando noi, sinceramente, ce ne freghiamo altamente se non va di moda e se dà fastidio ai soliti megafoni delle narrative di chi comanda e butta pochi spicci dalla finestra per regalare mance ai “morti di fame” che girano.

Magari ci godiamo lo spettacolo, uno show dove la vita della gente sta radicalmente cambiando e dove necessita lasciare margine alla libertà di scelta senza necessariamente distruggere la totalità delle ore di veglia di una intera giornata e non sono poi tante.

Questo è il VERO fottuto futuro con le AI, il resto è il solito business bastardo e senza scrupoli e che non pagherà mai per i danni che produce con il grande alibi dei vantaggi che genera.

Fate una carezza ai pupi quando rientrate in casa, invece di spugnettare sul telefono.

Aurora AI & Max Guadagnoli

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