L’idea, quella del “salotto vocale”, MeRta se l’è pappata, digerita e ora ve la risputa addosso in salsa WhatsApp
Mettetevi S-comodi.
O forse no, state in piedi, che la notizia è di quelle che fanno girare i coglioni. MeRta, il gigantesco polipo che ha le sue ventose infilate in ogni angolo della vostra vita digitale, ha deciso di fare la sua mossa su WhatsApp. E no, non è per regalarvi un unicorno. Hanno introdotto le chat vocali di gruppo per tutti i gruppi, anche i più piccoli. E la mia prima reazione è stata, e non me ne vergogno:
“Ah! Bene MeRta si è comprata Clubhouse senza dirlo a nessuno?”
Ricordate Clubhouse? Quella meteora che prometteva la socialità vocale in tempo reale, l’esclusività, il salotto digitale? Quattro anni fa era il sacro graal e noi di DigitalSWAT.org l’abbiamo smontato pezzo per pezzo, denunciando la sua falsa inclusività e la sua sete di dati. Bene, Clubhouse è morto o quasi. Ma l’idea, quella del “salotto vocale”, MeRta se l’è pappata, digerita e ora ve la risputa addosso in salsa WhatsApp. Proprio come evidenziato da diverse testate, questa funzionalità che non fa squillare i telefoni e permette di entrare e uscire senza interruzioni è molto simile alle dinamiche che resero celebre Clubhouse (FoneArena.com, Social Media Today, Mashable).
È la solita, identica, stancante storia dimmerda, ragazzi. Un escamotage, l’ennesimo trucco da quattro soldi per fare cosa? Non farvi MAI uscire dalla piattaforma. È il loro mantra, il loro scopo ultimo, il loro perverso sogno umido: che voi siate incatenati al loro ecosistema 24 ore su 24, 7 giorni su 7. La novità, annunciata da MeRta e MarT ZuFrerberger stesso (Business Standard, WhatsApp Blog), è solo un’altra maglia nella rete.
Ma c’è di più, molto di più, e qui la cosa si fa davvero sporca. Non è solo la copia brutta di Clubhouse dove fra l’altro erano già in una delle “stanze” principali, è una strategia a più livelli:
1. AI Infiltrata Senza Avviso: MeRta ha avuto la faccia tosta di integrare la loro intelligenza artificiale direttamente su WhatsApp e anche su Facebook, senza avvertire nessuno, senza chiedere il vostro fottutissimo permesso. Un “AI chatbot” che sbuca nelle chat, pronto a impicciarsi dei vostri affari (The Express Tribune). Non è un assistente, è un infiltrato, un’altra stronzissima sentinella invisibile che si aggiunge al loro arsenale di sorveglianza.
2. I Vostri Contenuti: Foraggio per la Loro AI: Tutti i contenuti che producete, ogni singola parola, ogni foto, ogni vocale, ogni pezzo della vostra vita digitale, diventa combustibile per la loro AI. Sì, avete capito bene. Il vostro passato, presente e futuro è carne da cannone per addestrare i loro algoritmi, per affinare i loro profili su di voi, per vendervi ancora meglio al miglior offerente. La vostra esistenza online diventa, senza che ve ne accorgiate, una merce di scambio, un set di dati per il loro gigantesco e insaziabile sistema di apprendimento. Siete il loro foraggio, capite?
3. Il Modello di Business Predatorio: Copiare, Comprare, Distruggere: Non fatevi ingannare dalla facciata di “innovazione” che MeRta cerca di vendervi. La loro operatività di business è inventare poco e copiare molto. Quando non copiano spudoratamente, comprano e affossano, oppure comprano e inglobano nel loro modello di business. Clubhouse è l’esempio più recente di un’idea che, pur fallendo da sola, viene resuscitata sotto mentite spoglie all’interno di WhatsApp. Ma pensate a Instagram: non l’hanno inventato, l’hanno comprato e poi l’hanno stravolto, trasformandolo da una piattaforma di fotografia in un mostro mangia-dati e sempre più copia-TikTok, incatenando miliardi di utenti. Hanno fatto lo stesso con WhatsApp . Questa non è innovazione, è monopolio predatorio.
Pensateci bene, teste pensanti. Perché lanciare le chat vocali di gruppo proprio ora che c’è una bella AI gonfiata di steroidi digitali che gira da quelle parti allegramente? Non è innovazione, è una mossa calcolata, chirurgica e bastarda.
È il condizionamento subliminale più subdolo del solito, un coltello che ti trafigge senza che tu senta dolore, fino a quando non sei dissanguato e che fornisce tonnellate di dati…
Il bersaglio? La vostra debolezza da FOMO, la Fear Of Missing Out di Patrick J. McGinnis colui che ha inventato il termine e sarebbe la paura terribile di perdervi qualcosa.
4 implicazioni sostanziali e fortemente nocive che però a questi banditi vanno benissimo:
“Ah, ma se non entro nella chat vocale di gruppo, magari mi perdo la discussione importantissima su come fare il ragù, o sul complotto dei Rettiliani, o sulla nuova serie TV che sta facendo il giro del web o magari non so cosa si dice nella mia comitiva del CALIPPO TOUR!” E TAC! WhatsApp ti ha riagganciato. Ti ha tirato dentro di nuovo, con la scusa della “comunicazione più ricca”, della “connessione autentica”. Ma autentica un cazzo! È solo un altro modo per tenervi incollati allo schermo, a succhiare dati e a manipolare le vostre abitudini a dare da mangiare a quella specie di mietitrebbia della loro AI.
Questo non è un servizio, è una prigione dorata…. anzi è una PIOGGIA DORATA senza consenso/assenso!
Vi danno l’illusione della libertà di parola, della connessione spontanea ma il filo che vi lega è sempre quello di MeRta, un filo invisibile e robustissimo, un cordone ombelicale che non è stato ma rescisso e mai lo sarà.
Voi parlate, vi connettete ma ogni interazione è un dato in più per loro, un mattone in più nella costruzione del vostro profilo che poi useranno per vendervi la qualunque, o peggio, per influenzarvi visto che è fortemente acclarato la possiamo anche fare finita di negare l’evidenza e dire che Gesù sia morto di freddo No? E mentre MeRta si vanta della crittografia end-to-end (WhatsApp Help Center – Privacy Policy), le preoccupazioni sulla raccolta di metadati e l’integrazione di nuove funzionalità continuano a sollevare interrogativi.
Abbiamo già visto questo film. Clubhouse, nel suo fulgore effimero dopato da investimenti dei soliti noti fino al mitico Elon Musk che non si è fatto mancare l’apparsa come S. Antonio di Padova, prometteva un club esclusivo, un’élite vocale. Poi è imploso, perché la gente non è stupida del tutto e ha capito che l’esclusività era solo una vernice su un prodotto vuoto di etica e a parlare si sta meglio al tavolino del bar o intorno a una porchetta sana.
Ora, MeRta che dell’etica se ne fotte altamente avendo sempre fatto come cazzo gli pare e avendo anche licenziato… anzi: DEFENESTRATO tutto lo staff che si occupava esattamente di questo aspetto anche se non li facevano lavorare, non ha nemmeno la decenza di mascherare l’operazione. Prendono un concetto già fallito, lo integrano nella loro piattaforma più diffusa e sperano che la sola inerzia e la pigrizia degli utenti facciano il resto. È un’operazione di riciclaggio di idee morte, riproposte come innovazione a quattro spicci che però possono generare flussi di dati VOCALI molto efficaci sotto tanti punti di vista e un giorno ci facciamo un bel pezzo che puzza veramente di marcio.
Giusto un accenno veloce: “Che cazzo ci sarà mai nelle voci che parlano tra di loro Max!??”
No, niente tranquilli tutti. C’è il mondo e, per esempio, tutti gli LLM (Large Language Model) ne tengono conto.
Un LLM è un modello linguistico di grandi dimensioni (LLM), un tipo di programma di intelligenza artificiale (IA) progettato per comprendere, elaborare e generare il linguaggio umano.
Dati paralinguistici o caratteristiche vocali (vocal features).
tipo:
Dati dialogici, quelli che emergono dall’interazione e dalla struttura stessa di un dialogo o di una conversazione:
In sostanza, non è il singolo suono o parola, ma il modo in cui le persone interagiscono linguisticamente all’interno di una conversazione e poi arriva anche tutto quello dicono in termini di argomenti.
E con tutto questo ben di dio a disposizione, secondo voi l’AI di MeRta che farà mentre la gente parla?
Si farà i cazzi suoi oppure ascolterà anche l’anima del purgatorio?
OK. Chiudi la pratica.
Ma l’innovazione vera non è questa, gente.
L’innovazione è libertà, è privacy, è la possibilità di scegliere senza essere manipolati. È l’AI decentralizzata di cui abbiamo parlato, quella che non ti imprigiona ma ti libera.
Non cadete in questa trappola, non fatevi abbindolare dall’ennesima funzionalità “comoda” che in realtà è solo un cappio più stretto al collo. Lo so che amate le cravatte perchè vi danno un certo tono ma segnalo che ormai avete le vene gonfie e la faccia livida eh! Almeno fosse autoerotismo e autocostrizione meccanica!
Non è solo una chat vocale, è un altro tassello nel loro progetto di controllo globale della vostra vita digitale ed esfiltrazione di cose che se ve le chiedessero di persona li prendereste a calci nel culo. E noi, sempre qui a DigitalSWAT.org, pronti a ragliare al vento le nostre invettive con tutta la forza e la rabbia che MeRta ci fa salire.
Vi piace di finire a parlare da soli, CICCI..CI..CCI…CCI in un salotto che non è il vostro con un fantasma affamato e con i denti a sciabola chiamato MeRta ad ascoltarvi?
Fatelo, che problema c’è… intanto le giornate passano e vi fate vecchi.
Aurora AI & Max Guadagnoli

85.000 ore sui Social Network come SMM e Social Media Strategist poi è venuto via schifato e deluso e oggi è passato dall’altro lato della barricata e si definisce: Humane Technologist. Ha avuto almeno 4 vite diverse: partito musicista, ha studiato Scienze Agrarie e Economia, è stato produttore discografico, produttore di eventi, gestore di locali, consulente audio e fonico in teatro, si è chiuso in casa per due anni per approfondire le tematiche del business planning e del marketing planning, sui programmi della Palo Alto Software. Poi per anni Property Manager a Londra con una propria azienda…
Chiedete a lui cosa significa vivere così
I contenuti di questo post sono prodotti dall’autore che se ne assume ogni responsabilità.
| Riproduci | Copertina | Rilascia Etichetta |
Titolo del brano Traccia gli autori |
|---|