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Esperimenti Social

2 Novembre 2022 - Cultura e vita digitale

[Reading Time: 4 minutes]

Conoscete la pagina This Person Does Not Exist?

Si tratta di un pagina che, tramite algoritmi di intelligenza artificiale, genera casualmente dei volti realistici ma “inesistenti”: ogni volta che la ricaricate compare un volto nuovo, giovane/vecchio, uomo/donna, di origini divese (occhi a mandorla, bianco, di colore, ecc…) con o senza occhiali, capelli lunghi o pelato, con sfondi differenti (ma sempre sfocati) e così via…

Bene, ora seguite i seguenti step:
-ricaricate più volte la pagina finché non vi trovate di fronte ad un volto femminile, “gradevole” e giovane
-sceglietevi un nome e una data di nascita, e create un nuovo indirizzo mail su uno dei tanti siti che offrono questo servizo gratuitamente
-create un account FaceBook con questa “identità”
-iscrivetevi a qualche gruppo di quelli pieni di frasi fatte e banali (amore, empatia, ecc…)
-fate qualche commento qua e là, così da rendervi visibili
-attendete un paio di giorni

Il risultato finale è il seguente:
1) sarete sommerse da richieste di amicizia, principalmente di uomini (o presunti tali)
2) se iniziate ad accettare queste richieste di amicizia, sarete ri-sommerse da nuove richieste degli amici dei nuovi amici
3) non dico tutti, ma la maggioranza di queste persone vorra chattare

Parliamo di almeno 20 richieste di amicizia al giorno, con almeno la metà di queste persone che inizia una chat, e la maggioranza di queste chat NON è piacevole. Venendo al sodo, una ragazza “carina”, ventenne, che frequenta certi gruppi su FaceBook (nulla di trascendente… non parliamo di gruppi scambisti o gruppi dove si cercano partner, ma semplici gruppi dove si parla di amore, amicizia, ed empatia) anche dichiarandosi impegnata, sarà molestata da:
-sessantenni in crisi ormonale
-gente divorziata che pensa di trovare il nuovo amore della propria vita in ventenni sconosciute
-gente che ti manda foto del proprio fisico pensando di impressionarti (e ovviamente di rimorchiarti)
-poeti in erba che ti mandano frasi patetiche (non saprei nemmeno dire se inventate o prese chissà dove)
-gente disagata che ti manda ogni giorno l’immagine del buongiorno, del buon pomeriggio, della buonasera, della buonanotte, tutte corredata da bacini o cuorinicini.. e insiste imperterrita anche se non gli risponde
-gente che ti chiede foto in intimo o foto dei piedi
-gente che tre volte al giorno ti ripete che sei gnocca, e ti vuole assolutamente consocere di persona (anche se gli fai presente che tu sei già impegnata e lui potrebbe essere tuo nonno)
-gente che ti insulta se dici di non essere interessata o se non gli rispondi in chat
-gente che ti dice cose sconce o ti manda foto sconce
-…mi fermo qui

Trascurando il fatto che sarebbe materialmente impossibile star dietro a tutte queste persone (a meno di passare tutto il giorno su FaceBook Messenger) è evidente che abbiamo un grosso problema: una ragazza che si iscrive ad un social se non sta più che attenta alle impostazioni della privacy, ai gruppi che frequenta (che, ripeto, non sono nulla di trascendente), e alle amicizie che concede, rischia facilmente di essere sommersa da decine o centinaia di richieste di persone moleste… e forse anche questo tiene lontano le nuove generazioni da FaceBook. In realtà non credo che sugli altri social la situazione sia molto differente ma, a parte le diverse impostazioni di privacy, forse gli altri Social sono frquentati da gente più giovane e meno invadente visto che, spiace dirlo, ma le persone più moleste si sono rivelate proprio quelle più mature di età (ma non ho la pretesa di fare statistica, visto il social scelto per l’esperimento e i gruppi al quali avevo iscritto la mia avatar).

Non so quanto in FaceBook siano consapevoli di questa cosa: di certo non ne sono responsabili, ma è innegabile che spesso le segnalazioni non vanno a buon fine… Non si tratta di essere “bacchettoni” o di imporre limiti sulla libertà di espressione, ma di monitorare e bloccare certi comportamenti potenzialmente “pericolosi”: a uno di questi ammiratori ho dovuto minacciare che sarei andata a denunciarlo se non avesse smesso, e tutto ciò non fa bene né a FaceBook, né alla nostra società… se vogliamo è una delle controparti del cosidetto leone da tastiera, quelle persone che pensano di poter fare tutto dietro l’anonimato di un profilo social, dallo schermo di uno smartphone, o (per l’appunto) dietro la tastiera di un computer.

Chiaramente l’esperimento era indirizzato proprio a cercare questo comportamento, quindi il risultato sorprende fino ad un certo punto, ma vi assicuro che è disorientante trovarsi ad avere a che fare con un numero così alto di persone che ti martellano ogni giorno con richieste in parte assurde, in parte idiote, in parte moleste…

Dove voglio arrivare con tutto ciò? E’ evidente che manca, più negli adulti (per non dire “anziani”) che nei giovani, una certa cultura digitale che faccia capire quali sono comportamenti da seguire sui social media, e quali limiti non devono essere superati… è altresì evidente che gli adulti che non hanno questa cultura, non potranno neanche insegnarla ai loro figli, anche se molti di questi ultimi hanno fortunatamente altre possibilità di crescita sotto questo punto di vista: non esiste una divisione netta generazionale nei comportamenti ma il gap è evidente, anche se (come si sul dire) spesso la mela non cade lontano dall’albero.

Personalmente, nonostante l’eta, sono sempre stato molto attivo digitalmente parlando: sono sul web come parte attiva da quando si navigava coi modem a 14.4 kbps e ho sempre frequentato gruppi di discussione… Pur non essendo molto attirato dai social (a parte qualcuno di nicchia e molto tematico) una decina di anni fa decisi di iscrivemi a tutti i social possibili, proprio in previsione di affrontare quello a cui sarebbero andati incontro i miei figli, studiarne le dinamiche (c’è voluto qualche anno per comprenderle tutte appieno) e prevedere o prevenire i comportamenti errati; tutto questo poi è stato in qualche modo insegnato/tramandato ai miei figli, che stanno iniziando ora ad utilizzare questi strumenti. Non ho la pretesa di dire di aver fatto la cosa giusta, né di essere riuscito a trasmettere al 100% un comportamento corretto ai miei figli… dopotutto s’impara e si cresce anche sbagliando… ma spero di aver trasmesso loro qualcosa di utile, e per per ora i riscontri sono positivi. Dovrebbero fare tutti come me? Assolutamente no, ognuno scelta il proprio comportamento… ma vedo gente delle mia età e più anziana, che sui Social è presente da molto prima di me, ma ancora oggi non ha imparato nulla di come ci si comporta: a volte penso che servirebbe un patentino per iscriversi a FaceBook, a volte inveisco contro il suffragio universale, altre volte rimango scololato senza speranza, ma confidando nel fatto che le generazioni future siano, almeno in parte, migliori di quelle attuali. Per questo è importante e indispensabile che certe cose vengano insegnate a scuola, ma già alla primaria, perché lo smartphone viene concesso a bambini sempre più giovani, spesso da genitori che poi non sono nemmeno in grado di controllare come lo stesso viene utilizzato… non sprechiamo l’opportunità di crescere una generazione migliore!!!

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