FakeBook

9 Gennaio 2021 - Social Media

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Chi l’ha detto che i Social Media sono inutili? Servono a far uscire il meglio, ma soprattutto il peggio, delle persone, un metodo inequivocabile che ti permette di conoscere meglio le tue conoscenze del mondo reale, o perlomeno qualcuna di queste.

Ho sempre odiato FaceBook, ma qualche hanno fa decisi di iscrivermi, perché col figlio in crescita e la prospettiva che lui stesso si iscrivesse (anche i Social di moda tra i ragazzi di oggi sono altri) era indispensabile conoscere l’ambiente per saperlo poi dominare… inizi così a cercare i primi amici, quelli che conosci di persona e incontri ogni giorno, poi i vecchi amici di scuola (idealmente lo scopo originario di FaceBook), poi gli amici già virtuali che ti eri fatto su altri canali (magari su Usenet, per chi è della mia generazione). Una volta creata la cerchia iniziale di amicizie, cominciano a piovere anche richieste di altre persone, qualcuno che non ricordavi più, e qualcuno che vedi e conosci (anche se non è propriamente tuo amico); inizi ad accettare le amicizie di tutti, ed entri anche nel gruppo della tua città (gli onnipresenti “sei di vattelappesca se…“) così da rimanere aggiornato sugli eventi del tuo quartiere. All’inizio sembra tutto molto bello, ti fai coinvolgere dall’entusiasmo iniziale, condividi momenti, idee, emozioni…

 

…e poi cosa succede? Poi comincia il brutto.

 

Scopri che quel bambino col quale ti divertivi un sacco alle scuole elementari è rimasto col cervello che aveva allora e condivide in continuazione bufale complottiste, mentre il tuo vicino di casa (col quale scherzi abitualmente quando vi incrociate) è un razzista. Tuo cugino, tanto bravo a darti una mano ogni volta che serve, abbocca a tutte le catene di Sant’Antonio, e anche il gruppo cittadino non è altro che un raccoglitore di SPAM, con gente sconosciuta che condivide post fasulli di finti account di dubbi personaggi famosi, che fingono di regalarti soldi, ma in realtà di rubano dati e ti fanno sottoscrivere costosi abbonamenti a servizi indesiderati (con tanto di polli che dopo aver condiviso il post si lamentano dell’accaduto).

Inizialmente non ti dai per vinto e provi a far ragionare le persone, ma non ti danno retta: anzi, fanno gruppo per deriderti, ti tolgono l’amicizia, e qualcuno ti blocca pure… dopotutto è più comodo cancellare prove “scomode” che confrontarsi con chi ti ha fatto passare per ignorante.

Allora ti fermi e inizi ad analizzare la situazione: ti rendi conto che anche facendo segnalazioni, raramente Facebook ti dà retta. Gli algoritmi di analisi automatica sono troppo stupidi e i ricorsi troppo lunghi (ne ho cancellati alcuni in standby da anni): a Facebook non interessa perdere troppi post, troppi utenti, troppo business…

Cerchi di rigirare la situazione a tuo favore, smetti di seguire chi ti fa venire il sangue amaro (ben consapevole che probabilmente anche loro avranno smesso di seguirti) rallenti il ritmo dei tuoi post limitandoti a cose più frivole (si sa che i gattini attirano più like di un postulato matematico) e cominci a seguire gruppi meno impegnativi dedicandoti semplicemente ai tuoi hobby, oppure gruppi più coerenti con le tue idee, sperando che qualche reaction o commento arrivi a chi ancora non ha smesso di seguirti…

Torniamo quindi all’inizio: FaceBook è davvero così brutto e inutile? No, perché ti permette di capire come sono realmente le persone, o perlomeno quali sono i loro lati nascosti, quelli che non ti hanno mai mostrato in 20 o 30 anni di frequentazione… perché se è vero che bisogna cercare il lato buono di ognuno, è inevitabile che certa gente non riuscirai più a guardarla con gli stessi occhi. L’altro aspetto buono di Facebook è che, fortunatamente, questa scoperta della verità funziona anche in positivo (sebbene in modo più limitato), quindi ci sarà qualcun altro che guarderai con occhi migliori, e magari nel giro degli amici dei conoscenti di amici, potrai conoscere anche altra gente nuova con la quale condividere, anche se virtualmente, qualcosa in più.

 

Lettura testo con voce artificiale per ipovedenti:

 

 

 

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